Nel sud della Groenlandia esiste un paesaggio sorprendente, dove i ghiacciai lasciano spazio a prati verdi, pascoli e piccoli insediamenti agricoli. È Kujataa, un territorio riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità nel 2017, che custodisce oltre mille anni di storia e testimonia l'incontro tra la cultura nordica e quella inuit.
Kujataa è un paesaggio agricolo subartico situato nella regione meridionale della Groenlandia che testimonia le storie culturali dei cacciatori-agricoltori norreni che iniziarono ad arrivare dall'Islanda nel X secolo e dei cacciatori Inuit e delle comunità agricole Inuit che si svilupparono dalla fine del XVIII secolo.
Nonostante le loro differenze, le due culture, norrena europea e inuit, hanno creato un paesaggio culturale basato sull'agricoltura e il pascolo e la caccia. Il paesaggio rappresenta la prima introduzione dell'agricoltura nell'Artico e l'espansione nordica degli insediamenti oltre l'Europa.
Per approfodimenti vi rimandiamo alla scheda del sito UNESCO, Kujataa Groenlandia: agricoltura norrena e inuit ai margini della calotta glaciale
Dove si trova Kujataa?
A Hvalsey, una storia che merita di essere raccontata
La cosa davvero interessante è un'altra: qui, più di mille anni fa, i Vichinghi tentarono di costruire una società agricola ai margini del mondo abitabile. E oggi, in parte, si continua a fare ciò che facevano loro.
Nel 985 circa, Erik il Rosso arrivò in questa regione dopo essere stato esiliato dall'Islanda. La tradizione racconta che chiamò la nuova terra Groenlandia, ovvero «terra verde», anche per convincere altri coloni a raggiungerla. E in questa parte dell'isola, durante la breve estate artica, il verde esiste davvero.
A Hvalsey, all'interno del paesaggio di Kujataa, si conservano i resti di una chiesa medievale in pietra. Qui, nel 1408, venne celebrato un matrimonio che rappresenta una delle ultime testimonianze scritte della comunità nordica groenlandese. Poi le fonti si diradano, fino al silenzio.
Un'intera società europea scompare dalla documentazione storica, lasciando fattorie, chiese e campi.

Due civiltà separate da secoli hanno scelto gli stessi terreni
Gli insediamenti nordici prosperarono per generazioni, poi scomparvero nel corso del XV secolo, per ragioni ancora dibattute.
Quando l'agricoltura riprese a svilupparsi dal XVIII secolo, le comunità inuit tornarono a utilizzare molti degli stessi luoghi, perché erano proprio quei piccoli appezzamenti, riparati e ben esposti al sole, a offrire le condizioni migliori per coltivare e allevare.
Ancora oggi, in alcuni punti, le fattorie moderne sorgono accanto alle rovine medievali, mentre le pecore pascolano su terreni già utilizzati dai coloni nordici.
È proprio questo il valore di Kujataa: racconta come due culture, a distanza di secoli, abbiano cercato di adattarsi allo stesso ambiente artico e quanto sia delicato l'equilibrio che rende possibile viverci.