Groenlandia, suicidi e depressione

Groenlandia, suicidi e depressione

Da decenni la percentuale dei suicidi in Groenlandia è tra le più alte al mondo. Per comprendere il fenomeno basti considerare che i pensi che tra il 2013 e il 2017 la media annuale del tasso di suicidio in Lituania (la seconda in classifica) era di 31 ogni 100.000 abitanti e in Svezia (la terza) era di 13, mentre in Groenlandia si è raggiunto il ragguardevole primato di 75 persone per 100.000 abitanti, una enormità!
In base alle stesse statistiche il problema di fondo dei suicidi nell’isola rimane il fatto che chi si toglie la vita ha una età molto giovane, compresa tra i 10 e i 30 anni.
Un dato che fa riflettere, soprattutto se consideriamo che Prima della modernizzazione in Groenlandia questo fenomeno era quasi sconosciuto e che oggi il suicidio è causa di morte più importante che il cancro. Da decenni la percentuale dei suicidi (e aborti) in Groenlandia è tra le più alte al mondo e il ministro della Salute groenlandese Martha Abelsen rilancia la sua preoccupazione per un fenomeno che è diventato ormai culturale e strutturale, un fenomeno che il Governo non sa fronteggiare.

Aborti in Groenlandia

Sul piano geografico, la tendenza del fenomeno suicidario in Groenlandia è variata da un picco iniziale nella capitale e a un continuo aumento nelle zone più isolate della Groenlandia orientale e settentrionale, a un lento aumento nei villaggi rispetto alle città della costa occidentale, con un apice nella cittadina di Tasiilaq, sulla costa orientale e distante circa 600 km da Nuuk, che vanta il triste primato del tasso più alto di suicidi di qualsiasi altra città dell’isola nordica: più di 400 per 100.000 abitanti.

Desta allarme e preoccupazione anche un altro primato detenuto dalla Groenlandia, ovverosia la percentuale più alta di aborti al mondo.
Nel 2000, per la prima volta, e l’altissima percentuale di aborti in Groenlandia sembra continuare con costanza, nonostante alcuni interventi da parte del Dipartimento della Sanità Pubblica per limitare il fenomeno, come per esempio la distribuzione della contraccezione gratuita o l’introduzione di programmi scolastici di educazione sessuale, considerati tuttavia insufficienti in base ai risultati. Le statistiche dimostrano infatti che in media una donna groenlandese ha compiuto 2,1 aborti procurati nell’arco della vita!Nella società groenlandese, poi, anche l’alcolismo è dilagante, e i casi di violenza domestica e abusi sessuali su minori non sono rari.

Il triste fenomeno della depressione in Groenlandia

Tutti questi problemi soviali sono da addursi al fenomeno dilagante della depressione che ha avuto origine nelgli anni ’50, da quando cioè il governo danese ha avviato un processo di modernizzazione di quella che era una sua colonia dal 1775. Alla popolazione groenlandese, che è etnicamente e culturalmente diversa da quella danese è stato imposto un drastico cambiamento del proprio stile di vita. Gli Inuit sono stati costretti a trasferirsi da villaggi rurali alla capitale, in grigi appartamenti popolari, venendo loro proibito di fatto di poter vivere della loro tradizionale caccia e pesca.
Sono quindi cresciuti così disoccupazione e problemi sociali connsessi (depressione, l’alcolismo, i suicidi, gli aborti, la violenza domestica e l’aumento delle malattie mentali) che hanno stravolto la società dei groenlandesi, privata di quell’identità millenaria che un tempo la caratterizzava.

Secondo il governo danese la decisione di trasferire gli Inuit in contesti urbani aveva buone ragioni pratiche (era complicato garantire i servizi di base come l’assistenza sanitaria o la costruzione di scuole in ogni piccolo villaggio) e la Danimarca continua ad essere per la Groenlandia fonte di sussidi economici, anche se diminuiti rispetto al passato, in particolar modo dopo l’approvazione del referendum del 2008, attraverso cui l’isola si è resa indipendente. Nonostante l’autogoverno, tuttavia, i problemi economici, ma soprattutto i gravissimi problemi sociali permangono e continuano ad affliggere l’antica popolazione della Groenlandia, abbandonata a sé stessa, il cui grido d’allarme sembra destinato a restare inascoltato. E ciò è ancor più curioso se si paragona la Groenlandi agli altri Paesi scandinavi (Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia e Islanda) che svettano da ormai anni in tutte le classifiche mondiali dei paesi più beati.

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