Covit-19 in viaggio in Groenlandia: consigli e precauzioni

Covit-19 in viaggio in Groenlandia: consigli e precauzioni

Il Covit-19 probabilmente cambierà per un po' le modalità di approccio all'esperienza di viaggio. Anche in Groenlandia.
Prefigurando un periodo di lungo periodo, si puo' immaginare che il traffico turistico, delle merci e delle idee possa ricominciare a fluire, percorrendo nuovi (e speriamo transitori) sentieri di consapevolezza. Ad oggi molti istituti di ricerca nel mondo stanno studiando l'atteso vaccino ma ci vorranno comunque mesi perchè si possano iniziare i test di fase 1 e un anno o più per la disponibilità al pubblico di una possibile immunizzazione.

Al di la di tutto, i punti che ci interessano sono pochi:

 

Rischio di ammalarmi di Covit-19 in viaggio?

Si. Nella stessa misura in cui rischi restando a casa se non applichi le basilari regole di profilassi.
In ogni caso esistono infinite possibilità contrarre malattie nell'universo.

 

Rischio di dover scombussolare il viaggio in Groenlandia?

Qui nessuno puo' capirci ancora nulla. Le dimensioni delle restrizioni di traffico potrebbe durare alcune settimane o addirittura mesi. Aprendosi e richiudendosi più volte.
Di sicuro è impensabile che tra qualche mese la situazione non si sia almeno stabilizzata.
La disponibilità è sempre parecchio limitata e la Groenlandia però non conosce crisi: è come sempre quindi obbligatorio pianificare il viaggio in largo anticipo.
In caso di annullamento del viaggio, se siete curati da una società turistica, agenzia di viaggi o Tour Operator, per legge dovete ottenere la massima assistenza per non buttar via i vostri soldi.

 

Che cosa posso fare per limitare al minimo i problemi di contagio?

Avere consapevolezza, ovvero sapere almeno i campanelli d’allarme del virus.
I sintomi sarebbero simili a quelli influenzali: dalla tosse alla febbre: i coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal raffreddore a malattie più gravi come le sindromi respiratorie acute. I sintomi più comuni includono febbre, tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave e insufficienza renale.
Non esiste però un trattamento specifico. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente.
La terapia di supporto può essere molto efficace.
Se vi dovessero prendere sintomi influenzali prima di partire: no panic! 
Basterà aver stipulato una comune assicurazione di viaggio con polizza annullamento.

 

E durante il viaggio?

Le precauzioni da adottare in caso si viaggi senza timore del Covit-19 sono sempre le solite: lavare frequentemente le mani con acqua e sapone; coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si starnutisce o tossisce (non con le mani); evitare il contatto con persone affette da malattie respiratorie. Portarvi una mascherina per ogni evenienza (più che altro perchè se vi viene il raffreddore per l'aria condizionata, avrete certamente da mantenere una rispettosa ed educata profilassi).

Al ritorno in italia
Se nelle due settimane successive al ritorno si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie), a scopo precauzionale contattare il medico di fiducia, riferendo del recente viaggio.

Un invito alla cautela per i viaggiatori italiani in merito al virus cinese è apparso anche sul sito “Viaggiare Sicuri” gestito dall'Unità di Crisi della Farnesina.
Nell'aggiornamento sulla “Patologia polmonare nell'Hubei” si richiamano le raccomandazioni delle autorità sanitarie locali e internazionali. I sintomi della patologia polmonare riscontrata nella città di Wuhan, “sarebbero simili a quelli influenzali. Pertanto, soprattutto in caso di soggiorno nella regione dell'Hubei e qualora si sia entrati in contatto con animali in quella zona, in presenza di sintomi simil-influenzali si raccomanda di contattare un medico”.

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